Bambola

2010 marzo 2

E’ da un’ora che guardo cataloghi di sex toys e sto seriamente iniziando ad eccitarmi. A pensare a tutto quello che potresti farmi. Tendomi così, ferma con una lingua di corda attorno ai polsi e le gambe spalancate come una chiesa di domenica mattina, legate a una sottile barra d’acciaio. Mentre provi tutti i miei giocattoli su di me. Il dildo di vetro è ghiaccio ma mi scioglie. Quello nero di silicone è troppo grosso e sento tutti i suoi contorni quando me lo spingi dentro. Vedo un plug e immagino come lo faresti scivolare piano, tagliandomi il fiato come un bisturi, dilatando il mio culo e il tempo. Riempiendo di sangue caldo ogni spazio vuoto della mia fantasia.

E sono io che divento il tuo giocattolo, la tua bambola di carne e cuore, da decorare di sperma e far sussultare con colpi decisi, come una di quelle di porcellana, che se le scuoti emettono un debole gemito metallico. Sbavi il mio rossetto con le dita e sento il nero che cola dai miei occhi con lacrime di troppi orgasmi. E i miei capelli arruffati per dispetto, la mia schiena scarabocchiata di graffi e cera. Stai a guardarmi, monitorando  il risultato dei tuoi esperimenti. Mi dai una sberla leggera, o una carezza. Per me non c’è differenza.

Ma non ci pensare due volte. Ricomincia a giocare. Gioca con i miei nervi e la mia pelle. Sono il tuo manichino di stampo industriale da trasformare come vuoi. Sono una riproduzione plastica dalle emozioni snodabili.
Giochi a farmi venire e a negarmi l’orgasmo di un’istante. Provi la reattività dei miei istinti. Testi l’elasticità e la profondità di tutti i miei orifizi.  Ti masturbi contaminando con il tuo cazzo ogni centimetro del mio corpo.

Ti eccita vedere quanto riesci a sconvolgermi e a farmi urlare note roche. Godi nel sentirmi tremare sotto le tue mani con gli occhi appannati.

Mi hai ridotta a una bambola senza cervello. Hai rotto tutte le mie giunture mentali e lussato ogni pensiero. E quando finalmente ritieni di avermi usata abbastanza e ti spingi dentro di me sento solo un calore stupido, sordo, incomprensibile che mi infiamma le viscere. Le fa contorcere. Pulsare.

Sono una bambola di carne. Sono una bambola di cuore.

via | Kink on Demand

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Altri pensieri:

  1. My B Side permalink
    marzo 2, 2010

    Chapeau ! ;)

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  2. Varan permalink
    marzo 3, 2010

    I tuoi racconti costringono alla masturbazione… sono realmente eccitanti!

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  3. marzo 3, 2010

    Grazie, a tutti e 2 :)
    So*

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  4. mario permalink
    marzo 3, 2010

    splendido. ma qualche volta toccherebbe a lui.

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  5. offender permalink
    marzo 3, 2010

    Brava, Sophie! Un sogno realissimo.

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  6. marzo 3, 2010

    intanto bentornata!!!
    mancavano i tuoi racconti realmente eccitanti e duri quanto fanno diventare duro ciò che ora lo è.
    bel racconto…breve ma ugualmente particolareggiato ed esplicito.
    solita So*
    soliti ma sempre meritati ksss

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  7. marzo 3, 2010

    eheh wow grazie! Felice che il racconto sia gradito!

    @mario: in che senso?

    So*

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  8. mario permalink
    marzo 3, 2010

    @ so
    nel senso di farsi legare

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  9. marzo 4, 2010

    @mario: è una possibilità che non escludo ;)
    So*

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  10. Tukuna permalink
    marzo 6, 2010

    sì,sì, ogni tanto va legato anche lui..
    la prossima volta però attenta all’immagine: alla tipa manca la punta delle scarpe.. o sono scarpe fatte così???

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  11. Gian Luigi permalink
    marzo 7, 2010

    Eccezionale il finale “Sono una bambola di carne, sono una bambola di cuore”.

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  12. marzo 8, 2010

    @Tukuna: a me non sembra proprio che manchi, sono solo tacchi un po’ alti…

    @Gian Luigi: tnks :D

    So*

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  13. Porcoconleali permalink
    marzo 8, 2010

    Proprio caruccio!

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  14. marzo 9, 2010

    Tnks :D
    So*

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  15. Aldur permalink
    marzo 11, 2010

    Complimenti per le ballet, sono la giusta base per un sogno erotico.

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  16. marzo 15, 2010

    eheheh wow!
    So*

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  17. RiccardoP permalink
    marzo 17, 2010

    Ho scoperto il tuo blog oggi. Una bella scoperta. Sincero, diretto, fine. Non è facile trattare di “sesso, erotismo ed emozioni” con stile e, al tempo stesso, con parole vere, quasi crude. Una frase su tutte: “Ricomincia a giocare. Gioca con i miei nervi e la mia pelle” E’ bello giocare così, anche con le parole.

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  18. marzo 17, 2010

    Io lo adoro, le parole vivono sulla mia lingua e tra le mie dita :)
    So*

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