Poor, poor Valentine

2011 febbraio 15

Lo ammetto: sono una romantica cronica. Nonostante il glucosio che abbonda nelle mie vene però, non ho mai tenuto di gran conto San Valentino: un po’ perché sono stata per un bel po’ di anni sola – da ragazzina mi facevo addirittura dei fantastici auto-regali, tipo: un gigantesco cuore gonfiabile affollato di osceni Cupido -, un po’ perché le cose mmm “commerciali” non fanno troppo per me. Il colpo di grazia poi, arrivava dalla fatidica e fatale frase “dovrebbe essere San Valentino tutti i giorni”. Ecco.

Fatto sta, che se avessi potuto, fino a 3 anni fa, il caro San Valentino l’avrei crocifisso con un’intera scatola di puntine. Anzi, ci avrei giocato a freccette. Il bonus, ovviamente, arrivava quando la punta aguzza della freccetta smangiucchiata trafiggeva il cuore, extra bonus per il pisello.

Oggi però – ah, la maturità, gli anni, i primi capelli bianchi – ho decisamente cambiato idea. Il che non vuol dire che io celebri San Valentino in pompa magna – ehm, anzi, sì: la pompa di San Valentino è un diritto sacrosanto di ogni fidanzato/marito/convivente – ingaggiando un quartetto d’archi – più la tromba, ovvio – o disegnando cuori sulla facciata del condominio. Ho semplicemente rivalutato la cosa, partendo dal significato letterale di “festa degli innamorati”: il che vuol dire che il giorno di San Valentino dovrebbe essere un’occasione felice – festa – per celebrare l’amore, o l’essere innamorati. Di chi o di cosa, non è specificato.

Ad esempio, chiunque potrebbe – e dovrebbe – essere innamorato di sé stesso, volersi bene, amarsi, no? Uno/a potrebbe passare la giornata di San Valentino ad auto-amarsi, in tutte le forme che più lo/a aggradano. Il 14 febbraio è un o uno dei giorni in cui celebrare l’amore, e l’amore per la vita. Ed ecco che San Valentino non è più una festa che ghettizza i single o che li vuole escludere, anche perché l’amore è un’energia inclusiva, non esclusiva. “Bene”, dirà qualcuno, “ma è ancora una trashissima festa commerciale!”. E allora? Machissenefrega! GODETE!

Godetevi la giornata, scopate, masturbatevi, sorridete, e soprattutto, desiderate. Fate progetti, pensate alla felicità invece di inacidirvi! Rilanciate la vostra vita di coppia, innamoratevi della vita, del vostro partner, di voi stessi e festeggiate l’amore – in qualsiasi forma – almeno una volta al mese. È qualcosa di speciale e unico, noi siamo qualcosa di speciale e unico. Ce lo meritiamo. E il povero San Valentino, per una volta, smetterebbe di rigirarsi nella tomba, sapendo che a qualcosa è servito.

PS: ieri sera, eravamo i più puccettosi ed erotici del ristorante

Altri pensieri:

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    febbraio 18, 2011

    Ahahah, massì è giusto, anche perché ognuno ha il diritto di fare e amare quando vuole e come vuole. Io non amo S. Valentino perché non amo le cose “imposte”, definiamole così, cioè che gli altri mi dicano cosa fare: oggi si celebra l’amore! Sono fatto così, sempre ritroso, sempre in disparte :D

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  2. febbraio 22, 2011

    Neanche io amo particolarmente le feste comandate, ma diciamo che celebrare l’amore mi sembra una nobile azione ;)
    So*

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  3. Alice permalink
    febbraio 23, 2011

    Ma noooo, stavo scrivendo un racconto proprio su questo ! Adesso penserai che ti ho copiata…vabbè ti citerò nei ringraziamenti ! Andrà bene lo stesso ? ;)

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  4. febbraio 23, 2011

    Va benissimo! poi non è mica un racconto il mio!
    So*

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